lunedì 10 giugno 2013
Cappotto centrosinistra alle amministrative
A Roma il nuovo sindaco è Ignazio MArino con il 69,23%.
Oltre alla capitale, il Pd fa cappotto in tutti i capoluoghi di provincia: 11 a zero. Perfino a Treviso è sconfitto dallo sfidante del centro sinistra Giovanni Manildo il sindaco "sceriffo" Giancarlo Gentilini . Stesso risultato a Barletta con Pasquale Cascella, Anche a Siena vince Bruno Valentini, sostenuto da Pd, liste civiche e Sel. Viene incoronato sindaco Simone Uggetti a Lodi, mentre a Brescia è premiato Emilio Del Bono.
A Imperia il candidato del Pd, Carlo Capacci raggiunge oltre il 75% delle preferenze. In Sardegna ad Iglesias il Pd vince con Emilio Agostino Garizazzo. Anche ad Avellinoil candidato del Pd Paolo Foti conquista il podio e a Viterbo il candidato del centrosinistra, Leonardo Michelini strappa il comune al sindaco uscente Giulio Marini.
Nelle Marche ad Ancona Valeria stravince Mancinelli del centrosinistra. A Fiumicino viene incoronato sindaco Esterino Montino con il 51,84%. Mauro Gonnelli ha ottenuto, infatti, il 48,16%.
Senza contare che cinque città erano andate al centrosinistra già al primo turno.
Siamo sicuri che il centrosinistra ed il Pd siano davvero in crisi?
martedì 28 maggio 2013
Le elezioni amministrative hanno dimostrato che il centrosinistra non è morto
giovedì 28 marzo 2013
Se questo è il nuovo che avanza...
I grillini si erano presentati alle elezioni affermando di essere il nuovo e che volessero rappresentare il cambiamento senza interessi di poltrona. Da quando hanno "preso il palazzo", hanno chiesto le Presidenze di Camera e Senato, poi Vito Crimi e Roberta Lombardi hanno chiesto in quanto forze di opposizione la Presidenza del Copasir e la Presidenza della Commissione di vigilanza Rai. Non contenti, ora pretendono che il Presidente Napolitano affidi al candidato arrivato terzo alle elezioni l'incarico di governare in quanto "affidabili".
Che affidabilità possono avere coloro che appena arrivati pretendono per loro tutto e subito? Siamo sicuri che si tratti di affidabilità e non di sete di potere?
Da questi atteggiamenti non dedo nulla di tanto innovativo ma solo la parte peggiore della partitocrazia.
mercoledì 6 marzo 2013
Opportunismo politico di Grillo
Dopo il buon risultato del Movimento a 5 stelle, Grillo ha dimostrato di pensare agli interessi politici ed elettorali del suo movimento e non a quelli del Paese.
Ha detto di non voler dare la fiducia ad un Governo costituito dalla forza che ha vinto le elezioni (PD) votando di volta in volta sui singoli provvedimenti come stanno facendo in Sicilia, dove però (non me ne voglia l'ex comico) non è previsto il voto di fiducia per l'insediamento dell'esecutivo. Questo nemmeno se questo Governo si impegnasse di attuare otto punti cari ai grillini. Per la serie non sono importanti i punti ma chi li propone.
Dopo aversi levato il cappello per Napolitano ha detto di no pure ad un Governo di tecnici.
Sembra evidente che la sua strategia sia quella di obbligare PD e PDL ad un tavolo di dialogo, così da poter gridare all'inciucio e sperare in più ampio consenso nella prossima tornata elettorale.
Penso che chi vuole il cambiamento si debba assumere anche la responsabilità di cambiare e pensare al bene del Paese, prima che ad interessi elettorali. Non credo che l'Italia si possa permettere il lusso dell'ingovernabilità.
Si è tanto paventata la riduzione dei costi della politica. Quanto ci costerebbero nuove elezioni? Centinaia di migliaia di euro. Inutile predicar bene e razzolar male, iniziamo dalle piccole cose.
lunedì 7 gennaio 2013
Era tutto un gioco
Vi ricordate la lega delle scope? Quella che voleva fare pulizia?
Vi ricordate gli attacchi al cerchio magico, colpevoli di voler l'inciucio con "Roma ladrona"?
Vi ricordate le minacce di Maroni di non presentarsi alle politiche perchè Roma non aveva importanza e veniva "prima il nord"?
Vi ricordate cari lettori i proclami secondo i quali la lega non si sarebbe mai alleata con chi ha appoggiato questo Governo delle tasse e dei banchieri?
Vi ricordate quando la lega ha fatto cadere la giunta Formigoni per i fatti disdicevoli legati ai presunti legami con la n'drangheta?
Vi ricordate quando il segretario della lega ha messo il diktat a Berlusconi perchè poco affidabile?
Era tutto un gioco. Stavate scherzando?
Ricordatevi che gli elettori non sono degli stupidi e non gradiscono
le prese per i fondelli.
http://www.youtube.com/watch?v=d2W6g1oCNK4
domenica 9 dicembre 2012
Berlusconi-lega: asse perdente anche al nord
Ho analizzato l'appartenenza politica dei sindaci eletti nei capoluoghi di regione del Nord Italia: Aosta: Giordano Bruno, Union Valdôtaine. Genova: Marco Doria, SEL. Milano: Giuliano Pisapia, SEL. Torino: Piero Fassino, Partito Democratico. Trento: Alessandro Andreatta, Partito Democratico. Trieste: Roberto Consolini, centrosinistra. Venezia: Giorgio Orsoni, Partito Democratico, Bologna: Virginio Merola, Partito Democratico.
Il pensiero diffuso che PDL e Lega amministrino in prevalenza nelle regioni e nelle idee dei cittadini del Nord Italia è sbagliato, ormai sono fasti di un passato non troppo glorioso. Questi due partiti ormai sono lontani dai cittadini del nord Italia che alle tornate elettorali non li premiano, visto i risultati magri ottenuti al Governo e nel territorio dove hanno amministrato.
Forse è per questo che con la candidatura dell'ex premier (che da un ventennio non si vuole schiodare) il PDL sta virando verso l'alleanza con la lega.
Dai dati che ho riportato sopra l'asse Berlusconi-lega riproposto dal 1994 non si direbbe affatto vincente, nemmeno al nord.
giovedì 6 dicembre 2012
Italia nel baratro? Colpa di Berlusconi
Il cavaliere Silvio Berlusconi ha esclamato: "il Paese è nel baratro, non posso mollare". Sembra l'ennesima barzelletta, detta da chi sino ad un anno fa negava l'esistenza della crisi, ma la solita smentita non è ancora arrivata.
Forse qualcuno l'Italia nel baratro ce l'ha portata, ed ha un nome ed un cognome che l'on. Berlusconi non ha il coraggio di pronunciare.
domenica 18 novembre 2012
Legge elettorale porcata: chi l'ha voluta è chi la critica
E' stato ammesso perfino dal suo principale ideatore: la legge elettorale vigente sia una “porcata”, il Senatore Roberto Calderoli. La necessità di modificarla, e di farlo prima delle prossime elezioni, trova unanimità in tutte le forze parlamentari e le formazioni politiche. Resta un enorme problema: trovare un accordo su quale nuovo modello adottare dato che qui le posizioni dei partiti differiscono in modo significativo. Ciò detto, non si sopportano più le ridondanti dichiarazioni rilasciate continuamente in queste settimane dai molti politici che in quel lontano 21 dicembre 2005 votarono a favore dell’introduzione del cosiddetto "porcellum". Lega Nord, UDC, Alleanza Nazionale e Forza Italia furono le forze parlamentari che consentirono l’approvazione a maggioranza della Legge 270. Ora che leader ed esponenti di spicco di queste formazioni (Casini, Alfano, Fini e Maroni in primis) sbraitino alla TV la loro indignazione per un sistema che ha tolto il diritto di scelta dei parlamentari ai cittadini italiani, è veramente insopportabile. Chissà se almeno questa volta gli italiani se lo ricorderanno al momento del voto.
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