È nato il nuovo giornalino del circolo Pd "Pensieri Democratici". Si tratta di un foglio informativo che verrà distribuito nei prossimi giorni alle famiglie dei comuni che fanno parte del circolo (Crosio della Valle, Daverio, Galliate Lombardo, Bodio Lomnago, Cazzago Brabbia e Inarzo). Uno strumento abbinato al blog (http://pddaverio.blogspot.com/) e al profilo su Facebook, che permetterà ai cittadini di essere informati su ciò che accade sul proprio territorio comunale e di aver una panoramica sulla politica nazionale. La speranza del circolo Pd sarà quella di interagire con i cittadini e di capire le tematiche che loro ritengono di maggior importanza, così da poter cercare insieme la risoluzione dei problemi.
Forse per “portare a casa”, come si dice, qualcosa nel paniere magro dell’attività di governo, si cerca di vanificare il grande consenso parlamentare (e non solo…) affidato all’esecutivo con la delega all’unanimità che aveva lo scopo di migliorare la legge sulla confisca dei beni, per renderla più efficiente e, quindi, per colpire a fondo le mafie.
Vanno ascoltate le voci di critiche, migliorative e certamente positive, che dalla magistratura alle associazioni antimafia, si sono levate per dire: fermatevi? Come ha fatto Libera, con l’ultimo appello di Don Ciotti a conclusione della Festa di Libera, a Firenze.
Per approfondire tutti gli aspetti della nuova legge, per eliminare quei punti deboli, contradditori, controproducenti che possono danneggiare la confisca dei beni mafiosi, invece di migliorare le condizioni affinchè quei beni possano tornare alla collettività, in particolare a tanti giovani ad alla loro speranza di futuro.
I punti critici che l’audizione del procuratore antimafia Grasso, ad esempio, hanno messo in risalto gli aspetti negativi del progetto di legge che abbiamo pubblicato su Libera Informazione, quello “devastante” di far percepire ai cittadini che la mafia dà lavoro e lo Stato lo cancella.
Oppure il termine massimo di un anno e sei mesi in appello che verrebbe introdotto per completare, dal punto di vista giudiziario, l’iter di sequestro e di confisca dei beni, scaduto il quale il lavoro svolto dalle forze dell’ordine e dalla magistratura verrebbe azzerato. Basterebbe questo per far desistere la maggioranza di governo dall’approvazione veloce di un disegno di legge che, proprio perché si chiama Codice Antimafia, deve essere chiaro, inattaccabile, di alto profilo giuridico e sociale (come lo fu a suo tempo la legge Rognoni-La Torre), di grande impegno per il futuro e frutto di una vera mobilitazione positiva di tutta la società civile e delle forze politiche . Per questo, come Libera Informazione, abbiamo deciso di aprire le nostre pagine ad un dibattito che vogliamo sia approfondito ed utile. Con l’obbiettivo di fornire ai lettori, ai cittadini ed alle forze parlamentari che devono decidere, l’opportunità di scambiare opinioni e di attingere idee.
Prendendosi il tempo necessario per decidere. Ed ancora per questo motivo, vogliamo chiedere al governo, con Luigi Ciotti e tutta Libera: «Fermatevi e riflettiamo!».
Arrivano i rincari delle accise sul carburante: da ieri pagheremo 4 centesimi in più (+ IVA) per far fronte all'emergenza immigrati. Domani invece aumenterà ancora l'accisa, per sostenere il FUS (Fondo unico per lo spettacolo).
Niente male per un esecutivo che settimana scorsa aveva annunciato la diminuzione delle tasse. Una settimana di tempo ed ecco arrivata la nuova tassa estiva (secondo le associazioni di consumatori graverà 488 € all'anno per ogni automobilista).
Qualcuno si faccia una ragione se gli italiani, con i due turni delle amministrative e con il referendum, hanno palesemente manifestato sfiducia verso chi predica meno tasse promettendo di non mettere mano nelle tasche dei cittadini, ed invece le mette direttamente sui portafogli dei contribuenti.
Nei giorni scorsi si era vociferato un presunto aumento delle tasse con il ferderalismo fiscale. Gli esponenti del Governo si sono accaniti sulle malelingue delle sinistre e dei giornalisti perchè a loro dire questo era falso.
Oggi ho scoperto (banca dati delle Finanze, delibere aggiornate) che un quarto delle provincie italiane ha già portato al massimo consentito l'aliquota dell'imposta sull'RCA auto, aumentandola anche del 3,5 % e portandola quindi al 16% (nessuna provincia ha abbassato l'aliquota). I rincari saranno operativi dal 1 agosto. Questo è solo uno dei primi esempi su come gli Enti Locali potranno aumentare le tasse per fare quadrare i conti dei loro bilanci, messi a dura prova dai drastici tagli operati dallo Stato centrale.
Da sempre sono un sostenitore del federalismo, ma questo pasticcio mi pare abbia solamente lo scopo di creare nuove tasse e far pagare ai contribuenti maggiori tributi: insomma non male per un Governo che si era promesso di ridurre le tasse.
Concludendo cito la prima pagina del quotidiano economico "Italia Oggi", non certo di simpatie sinistroidi: "Più tasse col federalismo".
Ho appreso dell'ipotesi di aumentare l'IVA al 21%. Trovo patetico che in tempo di forte crisi economica, il nostro Esecutivo pensi di aumentare la tassa sui consumi. Non credo si debbano scomodare i vari pensatori economici nel capire che in questo contesto economico i consumi andrebbero incentivati per far ripartire l'economia e non invece tassati. Questo lo capirebbe anche un ragazzino delle elementari con il proprio testo di educazione civica (ammesso che esista ancora) e mi stupisce che gli pseudo-economisti che prendono lauti compensi dai contribuenti italiani non riescano a comprenderelo.
Per quanto riguarda le tre aliquote IRPEF, i redditi che vanno dai 15.001 ai 28.001 € (credo i 2/3 della popolazione italiana siano in questa fascia di reddito) vedranno aumentata l'aliquota dal 27% al 30%, mentre i redditi fino a 55.000 € vedranno una riduzione di ben 8 punti percentuali. Per la fascia di reddito più alta, oltre che il beneficio del taglio di IRPEF del 8% sino a 55.000 € avranno lo sconto di un ulteriore 1% sul reddito eccedente i 55.000 €.
Davanti ai dati è palese che vengono colpiti i consumi con l'aumento dell'IVA e la massa dei contribuenti con l'aumento dell'aliquota intermedia. La casta ne uscirà ancora una volta premiata.
Il Premier italiano , mentre si sta ancora votando per i referendum, coglie l'occasione della conferenza stampa a Villa Madama con il Primo Ministro israeliano per dare praticamente per acquisito il no degli italiani al quesito sul nucleare: "Dovremo dire addio al nucleare, ora forte impegno su energie rinnovabili", ha detto il Berlusconi.
Peccato che ad Aprile di quest'anno disse: "Abbiamo ereditato un sistema di energia per cui compriamo all’estero tutta l’energia che serve alle famiglie e alle imprese. Questo ci produce un costo che va dal 30 al 50% (in Sardegna) rispetto agli altri paesi. Rispetto, ad esempio, alla Francia che si è dotata di centrali nucleari con cui produce l’85% dell’energia che consuma. Questo è qualcosa che noi abbiamo, per ora, tentato di mettere in una situazione di sicurezza diversificando le forniture di energia che abbiamo dai vari paesi, ma che dobbiamo affrontare ritornando al nucleare."
Non so se la causa è l'età oppure la clamorosa sconfitta alle passate amministrative praticamente in tutto il Paese senza dubbio alcuno, ma stavolta siamo proprio alla frutta...